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La maestra Martina: “Io non ho paura, la cattedra mi serve a guardare il mondo da angolazioni diverse”

“Sono salito sulla cattedra per ricordare a me stesso che dobbiamo sempre guardare le cose da angolazioni diverse”. J. K.

Una cattedra non ce l’ho, ma un tavolo si.

La sveglia che suona ogni mattina alla solita ora, colazione e pronti per andare al lavoro.
Dalla cucina, sosta in camera e arrivo in studio. Eccomi sono arrivata!
È così che la mia giornata ha inizio!
Varco la soglia ed entro nel pc per incontrarvi.
Ho sempre avuto buon feeling con la tecnologia e la vita social; ogni tanto mi domandavo se non ne abusassi addirittura!
Ma mai come in questo momento sono contenta di averli a disposizione.
Il pc è diventato la mia lavagna, le cartelle condivise i nostri quaderni. Ma dove sono finiti gli abbracci e le carezze sulla testa per un traguardo raggiunto? Dove sono finite le voci di qualche tono più alte per richiamare? E i giochi fatti insieme? La cultura traboccante o le storie avventurose racchiuse in un libro?
Alla prima videolezione, lo schermo ha mostrato un volto e in un attimo lo sguardo di un bambino mi ha colpito! Ha fatto centro! Era tanto intenso da trapassarmi. E lì mi sono resa conto che fino a quel momento ero stata a galla, senza affrontare di petto ciò che stava accadendo. Qualcosa è cambiato. Quel bambino mi ha offerto un’occasione e non potevo di certo lasciarmela sfuggire.
Poi una sera, per caso, mi sono imbattuta in un film, “Arrivederci Professore” e il protagonista mi ha servito un ottimo spunto.
“Suppongo che il resto di voi stia aspettando che io vomiti alcune profonde parole di saggezza… Sentite, il mondo ha bisogno di persone come voi. Il mondo letteralmente brama e vi aspetta, abbracciate questa responsabilità e cavalcatela. Andate là fuori, guadagnatevi da vivere e restituite agli altri. Non sarà facile, non lo sarà mai, il più delle volte vi ritroverete da soli, ma dovrete continuare a tenere duro. Io vi supplico, non arrendetevi mai alla mediocrità.” J.D.
Ecco cosa devo fare ogni giorno: abbracciare QUESTA responsabilità! D’istinto ho risposto: “si professore, io CI SONO!” Sono qui adesso, anche in questo vortice di emozioni che si mescolano ai fatti.
È una sfida, ma sono sempre stata competitiva, quindi ci sto!
Cambieremo modo di insegnare, cambieremo il modo di starci vicino, troveremo nuovi punti saldi su cui costruire il nostro rapporto. Ma solo insieme: scuola, famiglie e ovviamente i nostri bambini, di cui ciascuno di noi ha bisogno!
M. P.
#LACANOSSANONSIFERMA MARTINA
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