#LaCanossanonsiferma #NoistiamoInsieme

Simona dalla prima zona rossa: “I momenti difficili ci sono stati e ci sono ma anche la possibilità di credere che questo tempo è un tempo buono”

Venerdì 21 febbraio ore 5.40. Sento il profumo di caffè che sale dalla cucina. Come tutte le mattine aspetto mio marito che mi porta il caffè a letto (grande uomo) poi l’Angelus insieme e si comincia la giornata.

Inizio a svegliare i primi che devono prendere il treno per andare a scuola…oggi torna Gemma dalla vacanzina di Spiazzi! Accendo la radio come al solito: “Primo caso di Coronavirus in Italia…a Codogno! Ma come? Fino a ieri ho litigato con mio marito che vuole ospitare un cinese che arriva in Italia (via Francoforte) per lavoro! In un attimo un susseguirsi di notizie frenetiche…il paziente 1 è gravissimo…chiuso l’ospedale di Codogno…chiudiamo tutto per tre giorni (annuncia il Sindaco), vado di corsa a fare la spesa perché, visto il numero dei componenti famigliari, il nostro frigorifero è sempre tragicamente vuoto…anche il ritorno di Gemma è sommerso da tutte queste notizie.

Così è iniziata la nostra vita al tempo del Covid-19. I tre giorni sono diventati quindici per noi della Bassa e poi  il resto è storia di tutti. I primi giorni li abbiamo vissuti un po’ frastornati, come se fossimo entrati in un vortice, sembrava vacanza, ma un vacanza strana. Mi sembrava di essere appesa a un filo, in balia degli eventi, senza una direzione e la cosa non mi piaceva affatto. Per fortuna dopo un po’ è iniziata una “straordinaria normalità”. La scuola online ha riportato i ragazzi a un punto fermo nella giornata. Nonostante l’iniziale gioia (inutile negarlo) di queste prolungate vacanze di Carnevale ha incominciato a sbucare in loro il desiderio di dare un senso al tempo. Così ci siamo organizzati, non è stato facile…2 computer…4 ragazzi che dovevano seguire le lezioni. Ma ora siamo navigati! Lo spazio e il tempo da condividere h24 crea a volte piccole tensioni, ma stiamo anche godendo di questi giorni. Abbiamo la fortuna di avere un piccolo giardino e un portico dove ci sediamo insieme a fare merenda o a bere un caffè e chiacchieriamo e ci raccontiamo tante cose. Alcuni hanno imparato a cucinare, Novella si è data agli gnocchi, Ricky e Gemma ai dolci e Gio è diventato esperto in panificazione, se la scuola non dovesse ripartire stiamo pensando di aprire un forno!:). I momenti difficili ci sono stati e ci sono: la preoccupazione per gli amici che si sono ammalati e il dolore per quelli che ci hanno lasciato, così come le incertezze di mio marito per il lavoro, che avendo un’attività propria diventano ancora più preoccupanti. Ma il suo sguardo su questo tempo, la voglia di “sfruttare”, o meglio di “far fruttare”, per sé questa occasione, la certezza che anche nel lavoro se ci si mette insieme ad altri si possono portare meglio le difficoltà, sono per me la possibilità di credere che questo tempo è un tempo BUONO. Anche la compagnia di tanti amici (che ovviamente sento via Skype) è una presenza costante di questi giorni, la presenza di un Bene per la mia vita perché mi fa guardar e alla mia giornata come qualcosa di donato, da non sprecare e tutto questo mi rende lieta.

Simona Braghieri (mamma di Gemma Monteverdi)

ISTITUTOCANOSSASLIDERSITO2 1
ISTITUTOCANOSSASLIDERSITO2 1